Difendere a zona
La difesa a zona è evidentemente opposta alla difesa a uomo e si è
sviluppata in larga scala nella seconda metà degli anni '90 (almeno in Italia).
La proprità in questo tipo di tattica è senza dubbio la posizione del pallone,
prima ancora della posizione dell'avversario, ritenuta invece la prima cosa di
cui tener conto quando si attua una difesa a uomo.
I cardini di un calcio
con difesa a zona sono l'attacco al portatore di palla avversario e ottenere la
superiorità numerica nella zona della palla. I calciatori dovranno avere una
buona velocità e un buon senso della posizione per attuare al meglio questo tipo
di strategia.
Ma andiamo ad analizzare i movimenti tipici di una difesa
a quattro in fase di non possesso palla. E' ovvio che in caso di difesa a tre si
rende ancor più necessaria la scalata di un centrocampista esterno per coprire
adeguatamente il campo in tutta la sua larghezza.
Il terzino (bianco) si oppone al portatore di palla (nero)pressandolo alto,
la posizione dei compagni di reparto non consentono una manovra fluida della
squadra avversaria che ha come soluzione un passaggio laterale o uno scarico,
visto che con un passaggio in profondità aumenterebbero considerevolmente le
possibilità di perdere il possesso palla.
Come già accennato se i difensori
non hanno un buon senso della posizione o la comunicazione tra essi latita una
difesa di questo tipo sarebbe un'arma a doppio taglio, con il rischio costante
di mettere un avversario solo contro il nostro portiere.
E' detta piramide ma il concetto di base è lo stesso: lo stopper va a
pressare il portatore di palla che è costretto ad un passaggio orizzontale.